Per i palermitani Santa Rosalia non è soltanto la patrona della città: è la «Santuzza», una presenza familiare a cui si chiede aiuto e che si festeggia con un affetto che coinvolge tutti, credenti e non. Due sono gli appuntamenti principali dell'anno. A luglio c'è il Festino, la grande festa popolare che attraversa il centro storico; a settembre c'è l'acchianata, la salita a piedi al santuario sul Monte Pellegrino. Se il vostro soggiorno cade in uno di questi periodi, vale la pena mettere in conto una serata a Palermo, il cui centro storico è a circa 40 minuti d'auto da Partinico.
Il Festino: la notte fra il 14 e il 15 luglio
Il Festino ricorda il momento in cui, secondo la tradizione, le reliquie della Santa portate in processione liberarono Palermo dalla peste. Ogni anno la sera del 14 luglio un grande carro trionfale, con la statua di Santa Rosalia, parte dalla zona della Cattedrale e percorre lentamente il Cassaro, l'antica via principale della città, attraversando i Quattro Canti e scendendo verso il mare. Il carro cambia forma e allestimento di anno in anno, ma resta il cuore della festa: attorno ci sono musica, spettacoli, figuranti e una folla enorme che accompagna il percorso gridando «Viva Palermo e Santa Rosalia!».
La serata si chiude a notte fonda con i fuochi d'artificio al Foro Italico, il lungomare della città, che attirano migliaia di persone. Il giorno seguente, il 15 luglio, è la festa liturgica: l'urna con le reliquie della Santa viene portata in processione per le vie del centro, in un clima più raccolto e solenne rispetto alla notte precedente.
L'acchianata al Monte Pellegrino
Il secondo appuntamento è meno spettacolare ma forse ancora più sentito. Il 4 settembre si celebra la memoria della Santa, e nella notte fra il 3 e il 4 settembre migliaia di fedeli salgono a piedi al santuario del Monte Pellegrino, costruito attorno alla grotta in cui la tradizione colloca il ritrovamento delle sue spoglie. In dialetto questa salita si chiama «acchianata», e segue di solito la cosiddetta scala vecchia, un antico sentiero lastricato che si inerpica sul fianco del monte con una lunga serie di tornanti.
C'è chi sale per un voto, chi per tradizione di famiglia, chi semplicemente per condividere un'esperienza che a Palermo si tramanda da generazioni. Alcuni percorrono il tragitto scalzi, molti portano candele e fiori, e c'è chi trascorre la notte vicino al santuario. Anche per chi non è credente è un momento di grande intensità, con la città illuminata ai piedi del monte e il mare nel buio.
Come vivere le due feste da ospiti
Il Festino è una festa di popolo, molto affollata: il centro storico si riempie già dal pomeriggio e la viabilità viene modificata. Conviene arrivare con largo anticipo, lasciare l'auto in una zona più esterna e muoversi a piedi, tenendo presente che la serata finisce tardi. Chi preferisce evitare la calca può scegliere un punto del percorso meno centrale e godersi il passaggio del carro con più calma. Per l'acchianata servono scarpe comode, una torcia, acqua e un po' di allenamento: la salita non è tecnica ma è lunga e in pendenza, e in una notte di inizio settembre fa ancora caldo.
- Per il Festino: arrivo presto, niente fretta, pazienza con la folla.
- Per l'acchianata: scarpe chiuse, acqua, una luce e il ritmo che vi è comodo.
- Per entrambe: programmi, orari e percorsi vanno sempre verificati ogni anno.
Dopo una lunga serata fra la folla del Festino o una notte sul Monte Pellegrino, fa piacere rientrare in un posto tranquillo. Il Giardino di Ciccio è una villetta indipendente al piano terra, con aria condizionata, due bagni e un parcheggio privato chiuso da cancello dove ritrovare l'auto al rientro. La mattina dopo potete fare colazione con calma sotto la veranda, all'ombra degli ulivi e dei limoni del giardino, e decidere senza fretta come proseguire la vacanza.
Dal Festino di Palermo alla quiete di un giardino
Il centro di Palermo è a circa 40 minuti d'auto: vivete il Festino o l'acchianata e rientrate a Il Giardino di Ciccio, con parcheggio privato e veranda.