Arrivando a Segesta dalla strada, il tempio appare all'improvviso: isolato su un'altura, con le colonne color miele che spiccano sul verde e sul giallo delle colline. È uno dei templi greci meglio conservati del Mediterraneo e, insieme al teatro in cima al Monte Barbaro, forma uno dei parchi archeologici più suggestivi della Sicilia. Dal Giardino di Ciccio il sito si trova a circa 35 km, pari a circa 30 minuti d'auto: basta una mattina o un pomeriggio per visitarlo con calma.
Una città degli Elimi
Segesta fu uno dei centri principali degli Elimi, popolazione che abitava la Sicilia occidentale prima e accanto ai coloni greci. Secondo la tradizione antica gli Elimi si consideravano discendenti di esuli troiani. La città ebbe rapporti intensi, e spesso conflittuali, con le colonie greche vicine, in particolare con Selinunte, e ne assorbì la cultura: lo si vede chiaramente nei suoi monumenti, costruiti secondo i canoni dell'architettura greca.
Oggi l'area del parco comprende il tempio, il teatro e i resti della città antica sul Monte Barbaro, con tracce delle mura, dell'agorà e di edifici di epoche successive, fino al periodo medievale.
Il tempio dorico
Il tempio, costruito nella seconda metà del V secolo a.C., è un edificio dorico con un colonnato esterno completo: trentasei colonne che reggono ancora trabeazione e frontoni. Guardandolo da vicino si notano alcuni dettagli curiosi: le colonne non hanno le scanalature, sui blocchi dei gradini sono rimaste le sporgenze usate per sollevarli, e all'interno manca la cella che normalmente custodiva la statua della divinità. Per questo molti studiosi ritengono che il tempio non sia mai stato completato, anche se il motivo resta oggetto di discussione.
Al di là delle interpretazioni, l'effetto è potente: il tempio sta da solo nel paesaggio, senza costruzioni intorno, e le sue proporzioni si apprezzano meglio girandogli attorno lentamente, osservando come cambia la luce sulla pietra.
Il teatro sul Monte Barbaro
Dall'area del tempio si sale verso la cima del Monte Barbaro, dove si trova il teatro, di età ellenistica. La salita si può fare a piedi, lungo una strada in pendenza piuttosto impegnativa sotto il sole, oppure con il servizio navetta interno al parco, quando attivo. Il teatro è scavato in parte nella roccia e la cavea è rivolta verso nord: dalle gradinate lo sguardo si apre sulle colline e, nelle giornate limpide, arriva fino al Golfo di Castellammare.
In estate il teatro torna a essere usato per spettacoli e rappresentazioni, in rassegne che si svolgono ogni anno: programmi e date vanno verificati sui canali ufficiali del parco e degli organizzatori. Assistere a uno spettacolo al tramonto, con il golfo sullo sfondo, è un'esperienza particolare.
Come abbinarlo a Calatafimi
A pochi chilometri dal parco si trova Calatafimi Segesta, a circa 40 minuti dal Giardino di Ciccio. Il paese è legato alla storia del Risorgimento: nei suoi dintorni, sul colle di Pianto Romano, si combatté la prima battaglia della spedizione dei Mille guidata da Garibaldi, ricordata da un monumento ossario. Nel centro, dall'alto del paese, si trovano i resti del Castello Eufemio, da cui si gode un ampio panorama sulla valle.
Una formula che funziona bene è visitare Segesta nelle ore più fresche del mattino e poi salire a Calatafimi per una passeggiata nel centro storico. Chi preferisce può invece unire il parco ad Alcamo o a Castellammare del Golfo, entrambi lungo la strada del ritorno.
Il Giardino di Ciccio è una base comoda per questo genere di escursioni: si trova a circa 3 km dall'autostrada, dispone di parcheggio privato gratuito e, dopo il caldo delle colline, offre la frescura delle stanze climatizzate, la veranda coperta e il giardino con ulivi e limoni dove riposare prima di cena.
Segesta a circa 30 minuti dal giardino
Dal Giardino di Ciccio, a 3 km dall'autostrada, Segesta e Calatafimi si raggiungono in giornata: una casa indipendente con aria condizionata, giardino e parcheggio privato.